Rossella Faraone nasce a Roma. Artista eclettica scultrice, pittrice, gioielliere d’arte, designer, vive e lavora tra Roma e Nereto (Te). Dimostra fin da bambina un innato talento per il disegno e la pittura.

Inizia la sua formazione artistica all’Istituto d’arte S. D’Amico di Roma diplomandosi Maestro d’Arte, segue diversi corsi di specializzazione ottenedo eccellenti risultati. Si appassiona alla scultura orafa, alla gemmologia e all’alchimia. Nel 1990 apre in suo primo studio a Nereto con annessa fonderia artistica. Crea numerose linee di alta gioielleria, realizzando le sue opere in maniera tridimensionale e curando personalmente tutte le fasi di lavorazione. Disegna le sue collezioni, ne crea le sculture, le leghe, le fusioni, seleziona ed incastona le pietre più preziose. Sempre in continua ricerca, negli anni, si avvicina all’oreficeria abruzzese e ne studia in particolare la simbologia antica che ripropone poi nella sua personale interpretazione della ” Presentosa “.Il suo percorso artistico continua studiando l’arte etrusca e le antiche tecniche proprie del Cellini, base della sua analisi spirituale ed artistica. La sperimentazione continua poi nel 2005. Volendo ritornare in modo completamente diverso ed innovativo alla sua passione pittorica mette a punto una nuova tecnica : prende le materie nobili che è abituata a plasmare e le riversa sulla tavola per dare corpo, stavolta, al suo mondo interiore. Gemme grezze e preziose vengono tagliate, macinate a mortaio e fuse nell’opera con smalti e metalli preziosi. Le sue prime opere di piccole dimensioni vengono da subito molto apprezzate dagli addetti ai lavori e dal pubblico. Inizia così un lungo percorso di ricerca e sperimentazione che vede la nascita di opere importanti dal punto di vista della sua evoluzione.

Rossella Faraone è presente in diverse collezioni pubbliche e private.
Mostre selezionate : personale Medicina ed Arte presso Villa Dragonetti all’Aquila nel 2000, partecipazione alla collettiva L’Oro d’Abruzzo a Pescara nel 2001, personale Pittosculture gioiello a Capri nel 2006. Nel 2010 presso la Sala Gambacorta della Banca di Teramo si tiene la personale Le Mappe Celesti e Terrestri a cura di Gerard George Lemaire. L’anno successivo, al Museo delle Genti D’Abruzzo di Pescara, allestisce la personale Rossella Faraone a cura di Vincenzo Centorame. Nel 2012 espone nelle collettive: Padiglione Italia alla 54ª Biennale di Venezia, allestita a Palazzo delle Esposizioni a Torino a cura di Vittorio Sgarbi, Officina delle Emozioni al Chiostro dei Domenicani, Lecce, Notte dell’Arte e della Bellezza presentata da Vittorio Sgarbi, presso la Galleria Calabresi di San Benedetto del Tronto. Sempre nel 2012 realizza Azzurrina nel tempo, opera presente nel film omonimo di Giacomo Franciosa e una sua personale dal titolo L’Energia della Materia è allestita al Museo Venanzo Crocetti a Roma a cura di Vincenzo Centorame. Nel 2013, Rossella Faraone è invitata a partecipare alla collettiva, curata da Giorgio Palumbi, Astratto nell’Arte presso il Museo-Galleria Arte Maggiore di Roma. Nello stesso anno una sua opera è esposta nella permanente Tartarughe tra Arte e Scienza a cura di Alfredo Paglione e Maria del Cimmuto presso il Museo universitario dell’Università G. d’Annunzio di Chieti. Del 2013 sono le collettive Carrousel du Louvre a Parigi, Terra, Arte e tradizione a Monteleone di Spoleto e Spoleto Festival Art Expò a Spoleto. Nel 2014 è invitata a partecipare al IV Festival Internazionale dell’Arte presso l’ Ambasciata dell’Iraq in Santa Sede a Roma. Nel 2014 vince la IX edizione del premio Un Mosaico per Tornareccio di Alfredo Paglione a cura di Elena Pontiggia. Nel 2015 espone a Milano ad Abruzzo Luxury per Expo 2015 e sempre nel 2015 espone a Palazzo delle Stelline in una mostra collettiva Rivelazioni a cura di Raffaella Morselli e Massimiliano Scuderi a Milano. Nello stesso anno a Tornareccio si tiene la personale Colore e materia, enigma e mistero nell’universo artistico di Rossella Faraone a cura di Elsa Betti come vincitrice della IX edizione. Nel 2016 espone in Camerun all’Hilton Yaoundé e nel 2017 alla sua personale al Museo della Cartiera Papale di Ascoli Piceno.

L’artista riesce a conquistare uno spazio decisamente personale nel panorama molto eterogeneo dell’arte contemporanea utilizzando materiali con i quali ha una lunga e profonda consuetudine nella sua attività di gioielliere d’arte. Le soluzioni cromatiche senza compromesso e l’uso di materiali impegnativi e persino difficili, testimoniano un desiderio di avventura poetica e creativa che non può lasciare indifferenti.
(Vincenzo Centorame)

Lei ha avuto la forza, il talento e le qualità indispensabili per fare sì che queste pietre e metalli preziosi cambino, attraverso l’esercizio della sua volontà, in “pigmenti” per un genere di pittura che può sembrare un’ autentica scommessa, una sorta di sfida. Difficile da avvicinare ad una qualsiasi corrente artistica. La Faraone ha inventato un suo metodo e una sua estetica. Un’arte di una sensualità esasperata, esuberante, che svela angoli e forze oscure. L’originalità delle sue composizioni riposa su una contraddizione tra il valore dei materiali, la loro natura decorativa e la loro natura “esplosiva” manipolando con destrezza, scienza impressionante pietre e pigmenti colorati, lei esplora un territorio ancora da scoprire, dove il tatto è importante quanto la vista – universo incantato dell’arte, arricchito dalla sua solerzia, nel bagliore di un’astrazione presa dalle forze occulte del suo desiderio.
(Gérard Georges Lemaire)

L’artista con grande autonomia elabora un linguaggio innovativo nella sua atemporalità e proseguendo la ricerca affida, con sempre maggior convinzione, alla forza dei materiali il compito di visualizzare i suoi mondi interiori nei quali si scopre libera di inseguirvi l’infinito. Quello che ne deriva è un nuovo universo artistico declinato in opere in cui l’artista-alchimista affronta una profonda ricerca interiore – che viaggia ormai su binari filosofici: sulla via tutta umana dell’io e su quella mistica della creazione.
(Elsa Betti)